La questione non é quanto l’erba del vicino è più verde, ma quanto annaffi la tua. Siamo semi in “lievitazione”
Togliamo un po’ di sassi e di erbacce dalla nostra Terra per riscoprire il fiore nascosto del nostro Seme Esistenziale.

Proviamo a risplendere dove siamo stati piantiate, anche se in questo momento c’è un po’ di roccia, troviamo la crepa e cerchiamo la luce che passa da lì mostrando la via d’uscita. Scegliamo di fiorire comunque a dispetto di tutte le contraddizioni.

Quando il respiro torna alla sua condizione primordiale, non condizionata, permette spersonalizzare la tensione e liberare le tracce schematiche dal cervello. Da cui possiamo incontrare la nostra lucidità più profonda, che è una forma di Grazia.

“La quintupla respirazione riempie il corpo in tal modo che esso brilla come fosse pieno di coscienza.” (Abhinavagupta,Tantrāloka)

Attraverso l’attenzione alla Cura del momento presente, respiro dopo respiro, attenzione dopo attenzione cerchiamo di generare il senso di grazia dentro di noi. Quando uniamo le mani in preghiera ricordiamo che “anjali mudra” significa “gesto del dono.” Così è il Momento della Presenza – è un gesto del dono che ci ricorda che siamo un tutt’uno che si accoglie e fa della sua esperienza un atto di accettazione, di gratitudine, di fiducia, un atto di riverenza verso la parte più profonda che regna nella luce del cuore, il dono della creazione, che diventa l’inizio della pratica, la base della vita. Qualunque momento siamo attraversando adesso, senza presenza di grazia saremo persi e disorientati.

Accettazione, gratitudine e fiducia sono i semi che fioriranno, anche se sono stati piantati nel terreno arido.

Quando accettiamo la realtà che non possiamo cambiare smettiamo di contrarre i nostri muscoli e ricominciamo a espanderci e a vivere degnamente.