Domani il tema della classe: “lasciar andare le densità corporee”. La pratica che diventa la cura. Andremo a creare una mappatura nel corpo con il flusso Pranico che ci dona il Respiro, penetrando le forme che prenderà il nostro corpo, ovvero le Asana, per creare un sentiero all’interno, fatto di Presenza, Ascolto e Accoglienza in grado di trasmutare attuale stato di percezione fisica, energetica e nervosa.
Partiamo dalla conoscenza del secondo Yoga Sutra di Patanjali:
“Yogaś citta vṛtti nirodhaḥ 1.2”- ”Lo yoga è lo stato in cui le fluttuazioni mentali-emozionali si acquietano.”
E qui aggiungo che non vogliamo eliminare la mente e le emozioni, ma restituirli le sue forme più nobili e salutari di Grazia, invece di residui di densità psichica, con cui spesso ci identifichiamo e operiamo.
La prima parte dedicheremo alla purificazione e l’assorbimento delle tensioni corporei, che includono i corpi mentali e emozionali, per poi goderci lo spazio che abbiamo creato, che incarna lo Yoga Sutra successivo:
“Tadā draṣṭuḥ svarūpe avasthānam 1.3”- “Allora colui che vede dimora nella sua vera natura”.
Il viaggio nel corpo partirà dal nutrimento e purificazione dei primi tre chakra istintivi, dalla “cantina” della nostra coscienza che è ancora grezza e porta le tracce della paura, sensi di colpa e strutture dell’ego, per poi salire e integrare le qualità inferiori verso i tre chakra superiori, legati all’essenza spirituale, per trasformare la paura in amore, i sensi di colpa in espressione autentica e l’ego nella visione più pura dell’intuito luminoso.
“Dalla cantina al Belvedere” è il titolo di questa classe. Più ci liberiamo dalle densità corporei e più ci riconosciamo nel profondo, nella nostra forma più vera.
“Più il corpo diventa sottile e più si illumina” insegna
“Haṭhayoga Pradīpikā”.
Quando la mente non è integrata nel cuore, quando l’istinto non è connesso alla fonte essenziale dell’essere, viviamo nel buio della cantina, procurando la sofferenza a noi stessi e agli altri.
MER- VEN 19:00 @spazioarte33
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